Marcatura e sigle del Pneumatico – Come si leggono

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Ti è mai capitato di osservare un pneumatico? Ti sei mai chiesto il motivo per cui ci sono lettere, simboli e codici e soprattutto quale sia il loro significato? Magari non ci hai mai pensato, ma conoscere una gomma, anzi la tua gomma, quella che utilizzi tutti giorni guidando l’auto, potrebbe tornarti utile per riuscire meglio ad apprezzarne le caratteristiche e, perché no, a guidare meglio divertendoti di più con la tua auto. Per precisione è utile indicare che quanto segue è relativo a pneumatici idonei alle auto da strada, in quanto quelli da competizione possono avere sigle differenti. Un’ultima parte tratterà della marcatura di pneumatici da moto da strada.

Cosa si legge su una gomma e come si interpretano le sigle riportate

Per agevolare la lettura delle tantissime informazioni che sono stampigliate sul copertone di una gomma, viene in aiuto la Direttiva Comunitaria 92/23/CEE e il Regolamento ECE/ONU n°30, i quali scrivono in merito agli elementi che sono in grado di distinguere un pneumatico.

  • Costruttore: è scritto sulla spalla della gomma in grande e identifica la marca del pneumatico, il suo produttore.
  • Modello: ciascuna casa produttrice ha diversi modelli di pneumatici a catalogo ed è importante che la gomma riporti impresso il modello. Le gomme infatti devono essere uguali almeno per ciascun asse e il cliente deve sapere immediatamente il tipo di modello che viene montato.
  • Dimensioni: le dimensioni di una gomma sono fondamentali. Innanzitutto sono disciplinate e stabilite dalla casa costruttrice dell’auto e vengono riportate all’interno del libretto di circolazione. Perché è importante conoscerle? Semplice: devi sapere che puoi montare soltanto le gomme le cui misure corrispondono a quelle riportate sul libretto. Guardando la gomma, sulla spalla trovi una scritta tipo la seguente: 225/40/18 (oppure 225/40 R18). Questo è solo un esempio, ma puoi trovare anche numeri differenti. Il primo numero indica la larghezza della gomma e più il numero è alto più la gomma è larga. Il secondo numero indica l’altezza della spalla, o meglio il rapporto tra l’altezza del fianco della gomma e larghezza, secondo un valore percentuale. Più questo valore è basso, più la gomma sarà rigida, con una spalla ridotta, a discapito però del comfort. Ad esempio, un valore di 50, significa che l’altezza della gomma è pari alla metà della larghezza della sezione. Il terzo numero indica la dimensione del cerchio espressa in pollici con riferimento al diametro.
  • Metodo di costruzione: la lettera R è oggi la più diffusa e indica la struttura costruttiva radiale del pneumatico. Si riconoscono diversi metodi di costruzione per una copertura, ma quella radiale è la più consueta e richiama una disposizione radiale dei fili metallici con i quali viene formata la carcassa. Tornando indietro nel tempo, facendo riferimento ad esempio alle vetture d’epoca, si possono avere telai in cui i suddetti fili sono disposti in diagonale, la cui marcatura è indicata con la lettera D oppure semplicemente con un piccolo trattino ”-”-. Il codice stradale impone l’utilizzo di gomme che presentino tutti lo stesso metodo costruttivo.
  • Indice di carico: indica la capacità massima di carico sopportabile dalla gomma. Ovviamente è la casa costruttrice dell’auto che stabilisce l’indice di carico sulla base del peso del veicolo. Ciascun numero corrisponde, secondo una precisa tabella, ad un peso espresso in chilogrammi (per fare un esempio, un indice di carico pari a 82 corrisponde a 475 kg, il che significa che moltiplicando per 4 quel valore (uno per ciascuna ruota) il peso complessivo sopportabile della 4 ruote è pari a 1900 kg equamente distribuito e alla corretta pressione di gonfiaggio. Alcuni pneumatici aggiungono anche la scritta ”reinforced”: significa che hanno una costruzione rinforzata in grado di sostenere meglio il carico ed è soprattutto l’indicazione tipica di veicoli commerciali, furgoni e van.
  • Indice di velocità: indica un limite di sicurezza entro il quale quel pneumatico è testato, garantito e omologato. Si esprime con una lettera alla quale corrisponde una legenda che riconduce a determinate velocità. In pratica indica la velocità massima raggiungibile da una gomma potendo portare un peso massimo pari a quello corrispondente all’indice di carico. La lettera che esprime la maggior velocità ammissibile è la Y, che indica 300 Kmh, mentre la sigla ZR ammette più genericamente una velocità superiore a 240 Kmh. L’indice di velocità è un valore fondamentale poichè, se non rispettato, è possibile incorrere in sanzioni. Il libretto di circolazione riporta quanto ammesso e per l’automobilista l’obbligo è quello di far montare gomme che abbiano un’indicazione almeno pari a quella riportata sul libretto. Unica eccezione (che permette anche di risparmiare qualche decina di euro) riguarda le gomme invernali, le quali possono avere anche un indice di velocità inferiore come specificato sulla carta di circolazione. Per informazione, per le autovetture, la lettera Q indica un limite di velocità massima fino a 160 Kmh, poi progressivamente si arriva alla lettera T che indica 190 Kmh, H limita a 210 Kmh, V a 240 Kmh, W corrisponde a 270 Kmh e Y a 300 Kmh. Vi è poi la sigla VR che significa oltre 210 Kmh e ZR che alza il limite oltre 240 Kmh.
  • Tubless: tale dicitura indica che nel pneumatico non è presente la camera d’aria e tale soluzione è oggi la più diffusa.
  • Marcatura stagionale: capita di leggere il simbolo M+S e vedere una piccola icona raffigurante in forma grafica stilizzata una montagna con un cristallo di neve (3PMSF è anche la sigla che esprime l’icona descritta, dall’acronimo inglese di 3 Peeks Mountain Snow Flake). In questo caso si tratta di pneumatici invernali ”Mud + Snow”, ossia fango e neve. é la marcatura obbligatoria che identifica una gomma termica invernale.
  • DOT: accanto alla dicitura compaiono 4 numeri da leggersi in coppia a 2 a 2. I primi indicano la settimana di produzione del pneumatico, mentre i secondi identificano l’anno. Ad esempio DOT 4517 significa che quel pneumatico è stato prodotto dalla casa costruttrice durante la settimana 45 dell’anno 2017. La data di fabbricazione è importante dato che un pneumatico più vecchio di 6 anni è fortemente sconsigliato per l’utilizzo (l’assicurazione potrebbe anche non rispondere in caso di incidente per colpa riconosciuta). Accanto al DOT si trova anche una sigla (ad esempio BP) che indica il codice relativo allo stabilimento di produzione e successivamente altri codici opzionali che aiutano a risalire ai dati di fabbricazione.
  • Verso di montaggio: una freccia nel caso di pneumatici direzionali indica il senso di rotazione, oppure la scritta ”outdoor” in caso di pneumatici asimmetrici, identifica il lato esterno, quello che nel montaggio deve essere rivolto verso l’installatore.
  • Omologazione: ECE è una sigla che indica che il pneumatico soddisfa i requisiti di omologazione R30.
  • Indicatori di usura: non sono nè numeri nè sigle o lettere, ma più semplicemente dei simboli che indicano la presenza di tacche di riferimento per verificare l’usura del battistrada. Utile strumento per poter capire lo stato di consumo del pneumatico e valutare la sua sostituzione.

Indicazioni e sigle speciali

Le indicazioni e le sigle riportate poco sopra sono riferite a tutti i pneumatici omologati per vetture con utilizzo stradale, indipendentemente dal produttore e dal modello. Ci sono però lettere e scritte speciali che forniscono informazioni in più, solitamente di carattere eccezionale e dedicato, a seconda dei casi e del veicolo.

  • Lettere di omologazione: potrebbe capitare di leggere una lettera (o al massimo una sigla con 2 o 3 lettere) dopo il nome del modello della gomma. Questa indicazione esprime l’omologazione di quella gomma da parte di una casa automobilistica. A ciascuna lettera o sigla corrisponde un marchio (ad esempio AU sta per omologazione Audi, AZ per Alfa Romeo e altre case, K1, K2, K3 esprimono omologazione Ferrari e così anche per altri marchi).
  • Spike: tale indicazione significa che il pneumatico è chiodato. Sulle strade ”normali” non è ammessa la sua circolazione, la quale è idonea solamente in alcuni Paesi del Nord Europa e per alcuni luoghi particolari, dove si hanno neve e ghiaccio perenni.
  • Runflat: la scritta ”Runflat” indica pneumatici anti foratura. Con tali gomme è possibile proseguire la marcia anche se vi è la presenza di un foro accidentale. La gomma è costruita in modo che consenta di sopperire al problema per un certo numero di chilometri e fino a una certa velocità. Il cerchio deve essere però predisposto per poter ospitare tale tipologia di pneumatico. Solitamente la distanza massima percorribile è di 80 km ad un’andatura massima di 80 Kmh.
  • SSR: significa che viene supportata una gomma ”runflat” con la presenza del sistema di monitoraggio pressione pneumatici.
  • FSL: indica una gomma costruita con un apposito bordo leggermente sporgente sul fianco dell’intera circonferenza che ha lo scopo di proteggere il cerchio in lega da piccoli urti accidentali contro marciapiedi o piccoli ostacoli. Alcuni lo indicano anche con la sigla FP.
  • XL: indica un pneumatico rinforzato, con maggiori capacità di sopportazione al carico.
  • Utilizzo temporaneo: Temporary Use Only, segnala che la gomma va utilizzata solamente in situazioni di necessità. E’ il caso del classico ruotino di scorta di dimensioni più ridotte rispetto a quelle standard e dotato di battistrada differente, con un limite di velocità (80 Kmh) ben stampato e chiaramente visibile.

In fase di scelta di un pneumatico nuovo, le caratteristiche che più sono diffuse e preferibili riguardano le sigle FSL e XL. Il discorso delle varie omologazioni automobilistiche è prettamente un elemento commerciale, nel senso che dal punto di vista del disegno del battistrada e delle sue caratteristiche, il pneumatico non cambia rispetto ad uno non omologato dalla casa automobilistica in questione.

Carta d’identità del pneumatico: l’etichetta europea

Un ultimo aspetto da considerare, sempre in termini di sigle e di lettura di un pneumatico, riguarda la sua carta d’identità, ovvero la sua etichetta. Questa viene obbligatoriamente apposta adesiva sulla superficie di una gomma nuova, per essere rimossa dal gommista in fase di montaggio. Su tale carta si trovano 3 indicazioni fondamentali, utili più che altro per poter confrontare un pneumatico di una marca e di un modello preciso, con un altro. Non è una vera e propria marcatura impressa sul pneumatico, ma le sigle riportate su tale etichetta europea esprimono utili informazioni per chi deve acquistare e utilizzare la gomma.

  • Consumo: viene espresso con una lettera accanto ad una scala colorata. La lettera A viene associata al colore verde ed esprime un pneumatico ”risparmioso”, che permette una guida ”ecologica” consentendo di risparmiare carburante. La scala scende poi fino alla lettera G abbinata al colore rosso. In pratica si tratta di indicare l’efficienza energetica della gomma misurando, con appositi test uniformati e regolamentati, la resistenza al rotolamento.
  • Aderenza sul bagnato: la scala decresce dalla A alla F con colori dal verde al rosso (senza la lettera D che non viene in questo caso impiegata) e indica l’aderenza sul bagnato.
  • Rumorosità: un numero esprime la rumorosità al rotolamento in dB, mentre un piccolo ”megafono” con una, due o tre onde sonore si associa al valore espresso.

La lettura di un pneumatico da moto

Per le moto da strada il discorso potrebbe essere leggermente differente. Ecco nello specifico cosa è possibile leggere sul fianco di una gomma motociclistica.

  • Anteriore/Posteriore: l’indicazione è relativa al fatto che la stessa gomma può montarsi indifferentemente sia davanti che dietro.
  • Dry: sono gomme caratterizzate da una mescola ”universale” impiegabili sia su asciutto che su bagnato e hanno la caratteristica di scaldarsi più rapidamente rispetto ad altri modelli.
  • Endurance: particolare gomma concepita per durare più a lungo.
  • FIM: è l’indicazione che identifica un pneumatico omologato dalla Federazione Motociclistica per l’Enduro.
  • GG o Hard: indica una mescola del pneumatico particolarmente dura.
  • K+numero: la lettera K associata ad un numero che va da 0 a 3 indica un crescendo di durezza a partire dallo 0 che indica una mescola super soft al 3 che si associa ad una gomma dura.
  • MBS: questa indicazione riconduce ad una gomma molto prestazionale dal punto di vista sportivo.
  • MST: è una gomma che garantisce una migliore aderenza dato che, dopo che è stata montata sul cerchio, l’impronta a terra diventa leggermente maggiorata rispetto a quanto indicato nella dimensione nominale.
  • NHS: attenzione a questa sigla in quanto indica che il pneumatico sul quale è riportata non è omologato per la circolazione stradale.
  • TT: il pneumatico che riporta questa sigla contiene una camera d’aria e non è quindi di tipo tubless.
  • S1: questa sigla è recente e indica che la gomma soddisfa le nuove normative relative alla riduzione dell’inquinamento acustico. In pratica si ha tendenzialmente un pneumatico più silenzioso, con minore rumorosità al rotolamento.
  • RF: indica una gomma da moto rinforzata.

Vi sono poi altre indicazioni piuttosto intuibili o altre sigle che riconducono ad altre classificazioni di durezza della mescola, ma quelle qui espresse sono maggiormente diffuse e in uso.

In chiusura è bene ricordare che per i motocicli non esistono pneumatici invernali nonostante qualcuno riporti la sigla M+S, che identifica, in realtà, una gomma con grande capacità di scarico di acqua e fango, utile in certi percorsi. Con neve, ghiaccio e in situazioni difficili, le moto non potrebbero circolare.

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