Come si è evoluto lo pneumatico negli anni

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Ripercorriamo la storia dello pneumatico, dalla sua nascita con l’intuizione di Williams Thomson, attraverso l’evoluzione dei decenni del secolo scorso, fino ad arrivare ai moderni e sofisticati prodotti commercializzati ai giorni nostri.

La storia dello pneumatico, ha inizio a partire dalla metà dell’ottocento; il padre e l’ideatore dello pneumatico fu lo scozzese Robert William Thomson, che per primo brevettò nella capitale britannica un supporto di gomma con al suo interno dell’aria; questo strumento iniziò ad essere applicato alle ruote dei primi veicoli; l’obiettivo e l’intento di Thomson erano quelli di agevolare il rotolamento della ruota delle carrozze sul terreno.

Il 10 giugno dell’anno 1846, il brevetto dello pneumatico fu ufficialmente depositato presso l’Ufficio Brevetti di Londra. Si tratta di un momento storico, dal momento che da quel momento in poi, si iniziò a concepire la produzione e lo sviluppo di un prodotto che avrebbe letteralmente rivoluzionato il mondo della mobilità e dei trasporti, a due e quattro ruote (e non solo).

In particolare, la dicitura che venne inizialmente adottata da Robert William Thomson, per definire la sua invenzione era “Applicazione di supporti elastici intorno alle ruote dei veicoli, allo scopo di diminuire lo sforzo necessario a trainarli, rendere il loro movimento più facile e attutire il rumore che fanno quando si muovono”.

L’intuizione dello pneumatico dello scozzese Thomson, fu tanto geniale e rivoluzionaria, che inizialmente non fu assolutamente considerata e ritenuta interessante da parte degli operatori della neonata industria e degli investitori britannici ed internazionali. Al momento del brevetto di Thomson, non vi erano infatti ancora veicoli e biciclette circolanti su strada. Tuttavia, nel giro di poco tempo, gli operatori e dirigenti di industria, iniziarono a rendersi conto delle incredibili potenzialità e possibilità di applicazione dello pneumatico di Thomson. Soprattutto l’industria ripose le proprie attenzioni sull’innovativo materiale che veniva utilizzato per la produzione degli pneumatici: stiamo ovviamente parlando della gomma.

La nascita della gomma

Quella di Thomson fu una delle tante intuizioni geniali che portarono a delle scoperte ed invenzioni rivoluzionarie, che inizialmente furono sottovalutate e talvolta addirittura ignorate. Per quanto riguarda il materiale della gomma, che appunto venne impiegato da Thomson per realizzare il suo pneumatico, le proprietà di questo materiale erano state notate dapprima da alcuni coltivatori brasiliani.

I lavoratori delle piantagioni sudamericane avevano in particolare notate quanto questo materiale fosse malleabile. La pianta della gomma è la Hevea brasiliensis, più comunemente conosciuta come albero della gomma. I lavoratori delle piantagioni brasiliane, furono i primi ad accorgersi delle proprietà della gomma; per questa ragione essi decisero di spedire alcuni campioni del lattice lavorato, ad alcune persone che potenzialmente potevano essere interessate allo sviluppo del materiale, sia negli Stati Uniti che nel vecchio continente.

Con la lavorazione della gomma, fu facilmente comprensibile da parte di alcuni operatori industriali, che con questo materiale era possibile realizzare oggetti di vario tipo; l’aspetto particolarmente interessante era rappresentato dal fatto che la gomma era un materiale che rimaneva inalterato a temperatura ambiente; tuttavia esso poteva essere sciolto a caldo ed indurirsi al freddo.

L’importante contributo di Charles Goodyear alla nascita della pneumatico

Tra le persone che compresero il grande potenziale della gomma, vi fu Charles Goodyear. L’idea di quest’ultimo fu quella di aggiungere alla gomma un altro elemento: si trattava dell zolfo. Grazie all’aggiunta di questa sostanza alla mescola della gomma, fu possibile ottenere un composto decisamente più resistente ai cambiamenti delle temperature. In questo modo Charles Goodyear rimediò al problema del cambiamento dello stato della gomma a seconda delle diverse temperature. Goodyear decise pertanto di rivestire del materiale ottenuto dal composto di mescola di gomma e zolfo, i cerchi delle carrozze dell’epoca.

Nonostante la grande intuizione, come purtroppo spesso avviene in questi casi, il genio creativo di Goodyear non venne premiato dall’industria del tempo; stiamo parlando del 1840 circa. Charles Goodyear morì in povertà, e la sua idea venne replicata senza che lui stesso e i suoi eredi potessero proteggersi legalmente. Lo stesso Thomson morì all’età di soli 51 anni; all’epoca del genio scozzese, egli era il solo possessore di una carrozza equipaggiata con pneumatici: tuttavia l’intuizione scomparse con lui e non se ne parlò per molto tempo.

L’applicazione industriale dello pneumatico con Dunlop

Prima che l’idea di Thomson e Goodyear fosse nuovamente considerata, bisognò aspettare fino all’avvento di un altro scozzese. John Boyd Dunlop nacque in Scozia nel 1940. Non era un industriale o uno scienziato. Dunlop era semplicemente un padre di famiglia che cercava di risolvere il problema del proprio figlioletto, che lamentava la lentezza del proprio triciclo.

Dunlop cercò in particolare di risolvere il problema della lentezza del triciclo del figlio, riempiendo d’aria le gomme, per alleggerire il peso del piccolo mezzo. L’intuizione di Dunlop funzionò alla perfezione, tanto che il triciclo diventò più rapido e stabile; Dunlop pensò dunque immediatamente alla possibile applicazione industriale della sua idea e si apprestò a depositare il brevetto il 23 luglio del 1888.

Questa volta il brevetto suscitò subito le attenzioni degli operatori industriali, anche grazie a William Hume; si trattava di un ciclista dell’epoca, non certamente di altissimo livello, che grazie alla decisione di applicare l’idea di Dunlop alla sua bicicletta, iniziò a vincere tutte le gare. Alla fine del 1888 venne fondata nella città di Dublino la società Pneumatic Tyre and Booth’s Cycle Agenzy Limited. Tuttavia il successo della neonata società fu immediatamente bloccato dalla notizia del ritrovamento dell’Ufficio brevetti di Londra, del vecchio brevetto depositato in passato da Thomson. La notizia si diffuse rapidamente per tutto il Regno Unito.

L’inizio dell’evoluzione dello pneumatico

Nonostante la buonafede di John Boyd Dunlop, il suo brevetto venne immediatamente invalidato, dopo che trapelò la notizia del ritrovamento di un preesistente brevetto a firma di Thomson. Da quel momento in poi, furono molte le aziende che iniziarono a lavorare al perfezionamento e allo sviluppo del neonato pneumatico. Dunlop cercò di focalizzare la sua attività e il suo lavoro su progetti paralleli, cercando in quel modo di ricercare il successo in iniziative alternative; tuttavia le stesse non furono mai in grado di eguagliare il grandissimo successo dello pneumatico e della sua applicazione industriale.

Gli accorgimenti tecnici e il primo sviluppo importante dello pneumatico, furono comunque operati dalla società Pneumatic Tyre Company di Dunlop. Negli anni seguenti, vennero sviluppate nuove idee innovative per lo sviluppo della tecnologia dello pneumatico. La prima evoluzione importante dello pneumatico, riguardò la risoluzione dei problemi legati al surriscaldamento del materiale che lo componeva. Successivamente fu inoltre perfezionato il colore nero del battistrada dello pneumatico, con la relativa apposizione del marchio.

Nell’industria legata alla produzione e allo sviluppo degli pneumatici, si fecero strada i fratelli Michelin. Ad essi è da attribuire l’idea di installare gli pneumatici sulle ruote delle prime automobili.

In questo modo lo pneumatico iniziò davvero a cambiare il mondo della mobilità e dei trasporti.

La nascita dell’industria: Ford, la catena di montaggio e l’industrializzazione dello pneumatico

A partire dal secondo decennio del novecento, grazie a Ford, nacque la prima vera e propria catena di montaggio, con nastro trasportatore. Negli anni a seguire le automobili iniziarono a diventare popolari negli Stati Uniti e nel vecchio continente. La catena di montaggio industriale venne dunque applicata anche allo pneumatico. A tal proposito, l’azienda statunitense Du Pond, fu la prima ad industrializzare con grande successo la produzione dello pneumatico con gomma sintetica.

Finalmente, grazie all’azienda Du Pond, la neonata industria dello pneumatico, da quel momento non fu più dipendente dalla produzione di gomma naturale. Questo momento ha certamente segnato un punto di svolta decisiva nell’evoluzione dello pneumatico e della sua produzione di massa industriale.

Il 1923 è un altro anno importante e una tappa fondamentale per lo sviluppo degli pneumatici. In quell’anno lo pneumatico a bassa pressione inizia ad essere utilizzato in diverse tipologie di automobili; l’obiettivo, con l’applicazione dello pneumatico a bassa pressione, era quello di aumentare in modo importante l’area di contatto sulla superficie stradale, proprio grazie alla bassa pressione dell’aria all’interno dello pneumatico.

Lo sviluppo della struttura degli pneumatici

All’inizio del secondo conflitto mondiale, con lo scopo di alleviare i costi del carburante per via della crisi petrolifera, il peso delle automobili prodotte, venne notevolmente diminuito. Alla fine degli anni quaranta, oltre alla diminuzione del peso delle autovetture, venne sviluppato il primo pneumatico privo di camera d’aria.

All’inizio degli anni cinquanta, con il boom economico del secondo dopo guerra, nascono gli pneumatici radiali. Si trattava di un nuovo tipo di pneumatico dotato di trame leggermente inclinate, in riferimento alla direzione di guida. L’avvento degli pneumatici radiali, fu tanto importante per migliorare la stabilità dei veicoli, quanto per ottimizzare notevolmente i costi del consumo di carburante.

Evoluzione degli pneumatici negli anni settante e ottanta

Nel corso degli anni settanta, la tecnologia applicata all’industria automobilistica si era già notevolmente evoluta; anche l’industria dello pneumatico subì un grande incremento tecnologico e una progressiva modernizzazione. Alla fine degli anni settanta vennero sviluppati gli pneumatici autoportanti, in grado di essere efficienti anche a velocità superiori agli 80 chilometri orari, anche in caso di foratura, senza che sia necessario effettuare la loro sostituzione.

Negli anni ottanta gli pneumatici autoportanti vennero ancora migliorati. Gli pneumatici, anche in caso di graffi e diminuzione della pressione dell’aria, erano in grado di mantenere una velocità e una marcia costante.

Sviluppo dagli anni novanta fino a giorni nostri

Gli anni novanta segnarono lo sviluppo degli pneumatici UHP; si trattava di pneumatici caratterizzati da una curvatura, guidabilità e frenata, mai raggiunte fino ad allora. Con il nuovo secolo nasceranno poi i primi pneumatici ecologici. Il 2000 segna anche l’inizio di una maggior attenzione e consapevolezza per il rispetto dell’ambiente.

Il futuro degli pneumatici di ultima generazione ha inizio nel 2012: in quell’anno hanno fatto la loro comparsa i primi pneumatici senz’aria, che prevedono l’utilizzo nella produzione di un nuovo tipo di materiale. Questi pneumatici di ultima generazione si sono notevolmente evoluti negli ultimi anni, tanto che oggi possono essere riciclati e riutilizzati, oltre che essere utilizzati e predisposti su veicoli green, come le auto ad idrogeno, le auto elettriche e le auto ibride.

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