Faccette dentali Pro e contro

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Avere denti perfetti è un’ambizione che molti aspirano a raggiungere, peccato però che i prodotti commercializzati non sempre garantiscano un risultato nel lungo periodo. Si, perché denti perfetti significa non solo ben allineati, senza scheggiatura e, soprattutto, privi di imperfezioni (come ad esempio il diastema), quanto piuttosto averli bianchi, sempre e comunque. Le norme fondamentali di igiene orale prevedono l’uso dello spazzolino almeno tre volte al giorno, a cui si aggiunge possibilmente uno spazzolamento no stop di circa due minuti. Utilizzando collutori e prodotti sbiancanti il risultato dovrebbe essere quello del sorriso degno di una star alla serata degli oscar, ma spesso ci si accorge che si tratta solo di un risultato che si esaurisce in poco tempo. Ed allora, come avere denti perfetti? Semplice, utilizzando un rimedio sicuro e molto efficace, capace di schermare anche i difetti più visibili come le scheggiature, le macchie e numerose altre imperfezioni. Si tratta delle così dette faccette estetiche dentali, consigliate da numerosi dentisti e capaci di regalare risultati importanti, anche nel lungo periodo. Prima di capire se siano o meno indicate per gli inestetismi della nostra bocca, vediamo insieme cosa sono.

Faccette dentali o veneers: di cosa si tratta?

Qualcuno può averne sentito parlare in qualche programma dedicato alla cura dei denti, oppure avrà letto qualche articolo su internet. Le faccette dentali (o veneers) sono una tipologia di protesi il cui obiettivo principale è di risolvere un difetto estetico o funzionale ad uno o più denti. Il nome dice molto, perché si tratta di vere e proprie lastre che vengono sigillate sulla parte esterna del dente attraverso l’uso di specifici prodotti che cementano la faccetta al dente del paziente. Le faccette sono realizzate con materiali igienici ed idonei per essere utilizzati all’interno della bocca, e nonostante siano sottili anche quanto una lente a contatto, sono abbastanza resistenti per favorire la masticazione.

I materiali utilizzati per la produzione delle faccette dentali sono la ceramica, la porcellana o la resina, declinati con altrettanti prodotti che ne definiscono l’opacità e, soprattutto, la resistenza. La differenza delle materie prime può incidere di molto sul costo, ma la scelta dell’una o dell’altra non è puramente economica. In effetti spessore, materiale e tipologia di fascetta vengono consigliate dal dentista a seconda del tipo di inestetismo da risolvere. Una faccetta in ceramica miscelata ad ossido di alluminio è più spessa rispetto a quella creata con ossido di silicio. Ma mentre la prima può essere adoperata per coprire denti fortemente ingialliti (ad esempio scuriti a causa del fumo, dell’abuso di caffè o a seguito della carie), la seconda può essere applicata per ottenere un sorriso smagliante da sfoggiare nelle varie occasioni.

A seconda della tipologia di faccetta, l’applicazione avviene in più fasi e in alcuni momenti sarà necessario procedere con l’anestesia locale. Le faccette aderiscono ai denti mediante un cemento resina composto, la cui efficacia garantisce risultati eccellenti anche nel corso degli anni. In altre parole, la faccetta difficilmente potrebbe staccarsi e qualora ciò dovesse succedere, le cause potrebbero essere due: denti non adeguatamente trattati prima del fissaggio, mancanza di adesione fra cemento e ceramica. Di fatto i materiali adoperati per fissare la protesi sono realizzati proprio per cementificare la placca con i denti, che diventano una sola cosa regalando un risultato naturale. Però, trattandosi di veneers alle volte sottilissime (si parla anche di 0,5 millimetri), può capitare che essa si fratturi a seguito di un trauma. Generalmente, per aversi una frattura, o il dente non è stato adeguatamente limato, oppure la cementazione non è avvenuta alla perfezione: in entrambi i casi il dentista provvederà alla sostituzione della placca, previa pulizia del dente.

Le faccette dentali sono una soluzione irreversibile, ovverosia non è possibile rimuoverle senza causare danni ai denti naturali: per l’applicazione delle veneers è infatti necessaria una particolare preparazione che prevede anche la limatura dei denti e la rimozione di un leggero strato di smalto. Una volta tolta la faccetta il paziente si troverebbe con denti privi della normale protezione che offre lo smalto, ed inadeguati per svolgere le funzioni tipiche (la masticazione). Esistono tuttavia delle soluzioni mininvasive, note come faccette no prep, ma non tutti i dentisti sono d’accordo sull’efficacia delle faccette adesive. Sicuramente in tutti i casi in cui si desidera migliorare l’aspetto estetico e funzionale dei propri denti, è buona norma rivolgersi ad un odontoiatra che saprà suggerire la soluzione adeguata alle nostre esigenze.

Quali sono gli utilizzi delle faccette dentali?

Molti penseranno che l’utilizzo principale delle faccette dentali sia quello puramente estetico, ovverosia trasformare un sorriso imperfetto in sorriso perfetto. Nulla di più errato poiché le veneers, nella gran parte dei casi, saranno la soluzione adatta per risolvere un problema di tipo funzionale. Infatti, per l’applicazione, il dentista non prenderà in considerazione solo il risultato finale, ma una serie di fattori come l’anatomia del dente, la masticazione, il colore da utilizzare, lo spessore della placca e molto altro ancora.
Sicuramente l’utilizzo maggiore è quello estetico, ma le faccette possono essere adoperate per:

  • modificare un dente scheggiato e renderlo conforme ai denti del paziente,
  • modificare uno o più denti che nel corso degli anni hanno perso la loro forma, il colore e la robustezza,
  • correggere uno o più denti storti che potrebbero rendere difficoltosa la masticazione,
  • migliorare l’anatomia di uno o più denti, qualora essa possa causare disagi al paziente,
  • modificare il colore in caso di discromie non rimovibili mediante pulizia professionale. Esse possono avere diversa origine ed essere difficili da prevenire anche con una corretta igiene orale,
  • correggere i diastemi, anche se negli ultimi anni i trend di moda hanno dimostrato come un piccolo difetto naturale possa diventare un pregio sinonimo di bellezza,
  • migliorare un dente a seguito di un’otturazione o di un intervento per la rimozione della carie,
  • allineare i denti senza necessariamente ricorrere alle apparecchiature ortodontiche.

La scelta della faccetta che risolve le esigenze del paziente viene effettuata mediante una valutazione ad opera del dentista, che provvederà ad analizzare l’arcata dentale e, più specificamente, il dente che richiede la protesi. Sarà l’odontoiatra a consigliare la tipologia di faccetta da applicare poiché il risultato finale dovrà essere il più possibile conforme alla forma naturale dei denti del paziente.
In breve, il dentista potrebbe suggerire faccette più spesse, resistenti e opache per migliorare la masticazione o l’anatomia del dente, oppure faccette più sottili e trasparenti se la discromia non è grave.

Anche la scelta del colore non è casuale, ma realizzato appositamente per essere in linea con i denti del paziente. A seconda se si deve operare su uno o più denti, l’odontoiatra sceglierà la sfumatura che più si addice al colore della carnagione, mentre la placca su di un dente dovrà essere uguale ai denti adiacenti. Il colore si ottiene non solo dai materiali adoperati per la produzione della faccetta, ma è la combinazione di una serie di elementi come la pasta adesiva e il grado di opacità della placca: al dentista sarà richiesto un lavoro certosino, simile a quello di un pittore che individua la giusta gradazione di bianco per rendere più reale il sorriso del paziente.

Detto questo, le faccette vengono quindi realizzate su misura, previa impronta presa in una delle sedute concordate con il paziente. Molti dottori hanno a disposizione apparecchiature in grado di anticipare il risultato finale, in maniera tale da mostrare al paziente il tipo di faccetta da utilizzare. In alcuni casi il risultato potrebbe essere un’elaborazione al computer per il tramite di una foto e l’utilizzo di un software. In altre si potrebbe parlare di mock – up diretto. Di cosa si tratta? Di una tecnica adoperata da molti medici che consentono al paziente di previsualizzare il risultato finale dell’intervento prima ancora di procedere con le varie sedute. Il dentista utilizzerà apposite resine, facilmente rimovibili, che possono essere modellate direttamente sui denti del paziente. Queste resine possono dimostrare in anticipo il colore dei denti, la forma, l’aspetto nel loro complesso e consentire al paziente di decidere o meno circa l’utilizzo delle faccette. A differenza di queste ultime, con il mock – up il trattamento è reversibile e non richiede frese per la rimozione superficiale dello smalto. Addirittura, per verificare la giusta cromia, è possibile utilizzare un pennarello nero che, applicato sul dente, simula una cavità da riempire con la resina del colore adatto.

In tal modo il paziente potrà valutare fin dall’inizio:

  • forma dei denti,
  • colore,
  • aspetto finale,
  • funzionalità, poiché le resine simulano anche la consistenza delle faccette, dando modo di verificare eventuali ingombri e fastidi a causa dello spessore di ciascuna lamina.
  • Tutto questo rappresenta una garanzia per il paziente, ed una maggiore riuscita dell’intervento che sarà realizzato peculiarmente conoscendo già da subito il risultato che si intende raggiungere.

Quali sono i vantaggi delle faccette dentali?

Le faccette dentali rappresentano una soluzione adatta in moltissimi casi, la cui alternativa potrebbe essere più invasiva ed imbarazzante per il paziente. Prendiamo il caso di uno o più denti storti, che dovrebbero essere corretti con un apparecchio metallico: l’uso delle protesi in ceramica non solo evita apparecchiature antiestetiche, ma addirittura previene numerose infezioni.

In effetti la ceramica è un materiale biocompatibile, altamente igienico e dalle numerose potenzialità:

  • essendo liscio, previene l’accumulo della placca, e quindi la formazione del tartaro,
  • previene l’abrasione a seguito della masticazione. Il paziente che applica le faccette non avrà problemi di smalto usurato,
  • essendo un materiale estraneo rispetto ai denti, non favorisce la formazione della carie, anzi! Le faccette, il più delle volte, vengono adoperate proprio per risolvere inestetismi creati dai batteri,
  • la loro durata è garantita per almeno dieci anni, mentre l’aderenza al dente assicura maggior tenuta, e quindi resistenza,
  • la ceramica, grazie al suo aspetto traslucido, regala un aspetto sano e naturale al sorriso, che apparirà molto più reale di una protesi dentaria,
  • l’applicazione irreversibile richiede la fresa dello smalto, ma il dente originale viene intaccato di poco,
  • l’intervento per l’applicazione delle faccette non sottrae molto tempo, esaurendosi generalmente entro massimo due sedute. Inoltre il paziente non sentirà alcun dolore, poiché la fresa del dente verrà eseguita in anestesia locale,
  • il risultato finale è molto più che soddisfacente, tant’è che molti ricorrono alle faccette dentali anche solo per migliorare il proprio sorriso.

Quali sono gli svantaggi delle faccette dentali?

Come in tutte le soluzioni odontoiatriche, anche le faccette dentali presentano il rovescio della medaglia, dovuto più che altro al modus operandi del dentista ed al tipo di intervento che si intende effettuare:

  • le veneers sono irreversibili. Una volta tolte dovranno essere sostituite in quanto il dente ha perso parte dello smalto,
  • la fresatura dei denti può essere anche oltre un terzo, se lo richiede il difetto da correggere,
  • un’applicazione errata può danneggiare la protesi, mentre una placca non conforme all’anatomia dei denti può favorire il bruxismo,
  • ogni circa dieci – quindici anni è necessario sostituire le faccette,
  • è possibile che il paziente manifesti sensibilità ai denti, o per lo meno in quella parte non coperta dalla protesi,
  • se la faccetta si scheggia, essa è irreparabile, rendendosi necessaria la sua sostituzione.

Ovviamente non si tratta di svantaggi insuperabili, a maggior ragione se si desidera correggere difetti notevoli. La scelta del dentista ed un’informazione corretta può aiutare molto il paziente.

Quali sono le fasi dell’intervento?

Trattandosi di un rimedio irreversibile è necessario prima informare il paziente circa le operazioni da eseguire sui propri denti. Le sedute, generalmente sono due, ma potrebbero aggiungersi ulteriori controlli, anche solo per il mock-up.
La prima seduta serve alla preparazione del dente, su cui verrà eseguita la fresatura: si tratta della rimozione di parte dello smalto mediante l’utilizzo di strumentazioni molto precise che serviranno al dentista per sapere la quantità di superficie rimossa. Tutto questo è un lavoro che richiede la massima concentrazione ed una precisione perfetta, per questo spesso si utilizzano anche delle lenti di ingrandimento durante l’operazione, utili per rendere omogenea la superficie del dente.
La limatura del dente può variare di molto e dipende dal difetto del paziente: se la discromia è accentuata potrebbe reputarsi necessario procedere con una fresatura maggiore. Sicuramente, in tutti i casi, il dentista opererà con anestesia locale, garantendo al paziente l’esecuzione di un lavoro senza dolore.

Fatto ciò sarà necessario prendere l’impronta dei denti utilizzando materiali igienici che riprodurranno fedelmente la fisionomia dell’arcata dentale. Il dentista applicherà questo materiale sui denti del paziente per alcuni minuti, il tempo necessario all’asciugatura. Ne verrà fuori l’impronta fedele su cui poi verranno ricostruite le varie faccette. La riproduzione delle faccette è compito dell’odontotecnico, che utilizzerà il materiale più adatto e lo spessore definito dal dentista. Ci vorrà del tempo prima che il tutto sia pronto ma il risultato finale sarà garantito. Inoltre il dentista applicherà delle faccette provvisorie (mock up) che serviranno a proteggere i denti del paziente e a definire la forma più adatta alla fisionomia della persona. Le faccette provvisorie saranno eliminate al momento del fissaggio di quelle definitive ma possono già offrire un’anticipazione di come sarà l’arcata dentale su cui sarà applicata la soluzione definitiva.

La seconda fase riguarda quindi la cementazione delle faccette di ceramica: il dentista eliminerà le veneers provvisorie utilizzando un estrattore ed uno strumento utile a pulire il dente. Sarà quindi rimossa la resina e purificata la superficie del dente a cui verrà applicato il cemento per fissare la lamina. In questo momento il dentista dovrà utilizzare un’accortezza maggiore, sia per la fragilità della faccetta, sia per l’aderenza perfetta. Verranno impiegati altri strumenti il cui scopo sarà quello di unire la faccetta al dente sottostante. Se non si procede con le dovute cautele, anche con la stesura del cemento, le conseguenze potrebbero essere importanti, come la scheggiatura della lamina o la formazione del tartaro negli incavi rimasti aperti. Per tale ragione alcuni macchinari servono soprattutto a garantire l’aderenza della faccetta, mentre un controllo periodico previene ogni possibile controindicazione.
Da ultimo il dentista rimuoverà i residui di cemento e pulirà il tutto: a questo punto il paziente sarà pronto per sfoggiare il nuovo sorriso.

Attenzione però: in alcuni casi potrebbe reputarsi necessario eseguire lo sbiancamento dei denti originali con il laser al fine di assicurare una cromia realistica delle faccette. Queste ultime possono essere trasparenti, e devono adattarsi alla tonalità del dente sottostante. Se la discromia è notevole, il dentista deve provvedervi immediatamente per evitare risultati imbarazzanti alla conclusione del lavoro.

Quanto durano di solito le faccette?

L’utilizzo delle faccette è strettamente connesso alle accortezze messe a punto dal paziente, che dovrebbe non solo evitare cibi molto duri, ma provvedere anche ad una pulizia adeguata. La durata delle veneers si aggira attorno ai dieci anni, che potrebbero diventare quindici se si prestano le dovute attenzioni. L’obsolescenza della soluzione è tipica di tutti gli impianti ortodontici applicati sulle persone: si tratta di prodotti che, a contatto con cibo e bevande possono deteriorarsi nel corso degli anni.

Generalmente i problemi che potrebbero presentarsi sono la scheggiatura della faccetta ed il distacco. La causa si rinviene, spesse volte, dall’inadeguato procedimento adottato dal dentista. In questo caso la sostituzione è immediata proprio per evitare il contatto del cibo con il dente privo di smalto. Il dentista, quando interviene sul dente, utilizza anche lenti di ingrandimento per operare in maniera perfetta: in questo caso non sono da escludersi eventi che potrebbero compromettere la durata della soluzione.

Il paziente, quindi, oltre ai controlli di routine, potrebbe chiedere all’odontoiatra consigli a riguardo, stabilendo insieme i tempi di sostituzione delle faccette dentali.

Esistono complicanze con le faccette dentali?

No, non esistono, a meno che non ci sia un’errata applicazione delle stesse sui denti. Posto che la carie si forma solo sui denti naturali e non anche sulle faccette, se esistono fessure tali da consentire il passaggio dei batteri potrebbe nascere il problema del tartaro proprio fra queste intercapedini. Inoltre è necessario che fra una faccetta e l’altra venga lasciato lo spazio necessario per consentire le manovre di pulizia, quindi lo spazzolamento e l’uso del filo interdentale. A maggior ragione se la veneer viene applicata solo su alcuni denti. L’inadeguata pulizia potrebbe avere ripercussioni negative proprio sui denti originali non trattati dalle faccette, che verrebbero intaccate irreversibilmente dal tartaro.

Non sembra possano nascere complicanze a seguito dell’applicazione delle veneers. In altre parole non si riscontrano infezioni legate all’intervento eseguito dal dentista. Ceramica e cemento sono materiali compatibili con l’uso che se ne vuole fare per cui non vengono rigettati dal corpo dell’uomo.
Ovviamente nulla è da escludere, soprattutto se l’intervento non viene eseguito a regola d’arte. Per tale ragione si chiede al paziente di rivolgersi ad un dentista di fiducia e di accertarsi dell’esperienza e della professionalità del medico.

Come funzionano le faccette no prep?

Un’alternativa alle faccette dentali è quella delle no prep, che si distinguono dalle prime perché vengono applicate senza fresatura della superficie dentale. Sono soluzioni aggiunte ai denti del paziente utilizzando dei fissanti che consentono l’adesione perfetta della faccetta, senza procedere alla limatura dello smalto, ma possono essere applicate solo in alcune condizioni.
Generalmente le veneers no prep sono consigliate per chi deve provvedere ad un diastema o alla scheggiatura di un dente, ed in quest’ultimo caso potrebbe reputarsi necessario semplicemente ricostruire la porzione mancante direttamente con la ceramica. La tenuta è garantita, ma non tutti sono concordi a riguardo, poiché lo smalto naturale dei denti non agisce alla perfezione con il cemento.

Quindi potrebbero sorgere problemi come il distacco della faccetta o la scheggiatura della stessa, ma attualmente esistono prodotti adesivi che assicurano il medesimo risultato anche senza rovinare lo smalto dei denti. Quindi, la faccetta no prep è una soluzione reversibile che consente al paziente di riavere i propri denti una volta rimossa la protesi.
Per tale ragione le no prep vengono consigliate in casi circoscritti e non anche per tutte le patologie: in molti casi le faccette sono sottilissime, anche nell’ordine di 0,5 millimetri, il che le rende altamente trasparenti e poco adatte alla discromia dei denti.

Quanto costa un intervento con le faccette?

Il problema per un paziente potrebbe essere proprio quello del costo, poiché esso si aggira fra le quattrocento e le duemila euro. Il prezzo viene determinato innanzitutto dal tipo di materiale utilizzato e dalle strumentazioni messe a punto dal dentista e, secondo alcune ricerche, è possibile riscontrare alcune variazioni da regione a regione. Si è infatti notato che in alcune provincie meridionali l’intervento con l’applicazione delle veneers ha un costo di circa seicento euro, che tocca punte di 1700 euro per un’operazione completa, mentre a parità di condizioni pare che le province del nord Italia applichino tariffati più alti, oltre 2600 euro.
Tutto dipende anche dall’onorario del professionista, ma soprattutto dalle accortezze che esso adopera: le veneers sottili devono essere applicate seguendo una metodologia precisa, spesse volte coadiuvata dall’utilizzo di lenti di ingrandimento o microscopi.

Al costo iniziale si aggiunge anche quello dell’odontotecnico che provvederà alla realizzazione su misura delle faccette. Il tariffario viene compreso nel prezzo finale, ma solitamente viene pattuito con largo anticipo, per consentire al paziente di scegliere se sottoporsi o meno all’intervento. Attualmente il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non ricopre molte delle spese odontoiatriche, che purtroppo rimangono, tutt’ora, a carico del paziente. Come tutti sanno, spesso un intervento dal dentista si trasforma in un vero e proprio investimento, dovuto al fatto che la professionalità e l’adeguamento ad alcuni protocolli sanitari finiscono col ricadere sul prezzo pagato dal paziente. Per tale ragione attualmente è possibile finanziare alcuni interventi rivolgendosi agli istituti di credito che, il più delle volte, sono convenzionati proprio con i dentisti. Si tratta di un vero e proprio prestito, da restituire in piccole rate che incidono di poco sul budget mensile, ma che permettono di salvaguardare la propria salute.
Posto ciò è importante, prima di procedere con l’intervento, preventivare ogni spesa e conoscere fin nei dettagli le singole voci di costo che determinano il prezzo. Solo in questo modo il paziente potrà capire che dietro una spesa apparentemente smisurata si nascone professionalità, competenza e salvaguardia della salute.

In conclusione: sulle faccette dentali

Le faccette dentali sono una soluzione sia estetica che funzionale, alla stregua di qualsiasi protesi ortodontica. Può essere consigliata per correggere discromie non risolvibili con la pulizia professionale, ma anche difetti diversi come denti storti, scheggiati e diastemi. Anche i denti usurati possono essere rimessi a nuovo grazie alle faccette dentali, ma a seconda i casi il dentista provvederà a scegliere l’alternativa migliore.

Le faccette dentali sono realizzate in ceramica, ma possono trovarsi anche quelle in porcellana ed in resina. Per essere applicate ai denti sarà utilizzato un cemento che garantirà una tenuta per almeno dieci anni. Per migliorare l’adesione, il dentista procederà alla limatura dello smalto mediante fresa e previa anestesia: per tale ragione le faccette dentali sono una soluzione irreversibile per il paziente. Esistono tuttavia delle soluzioni non invasive, le faccette no prep, che sono applicate mediante specifici collanti.

L’intervento per l’applicazione delle faccette si divide in due fasi: nella prima i denti vengono preparati con la fresatura, ed adeguatamente protetti con una protesi provvisoria. In tale contesto il dentista prenderà l’impronta dei denti, mentre l’odontotecnico realizzerà le faccette su misura. Nella seconda seduta il dentista applicherà le veneers e le fisserà mediante apposite strumentazioni che cementeranno la protesi ai denti del paziente.

I vantaggi sono superiori rispetto agli svantaggi, che si riducono all’irreversibilità dell’intervento ed alla possibilità che le faccette si scheggino. Non si riscontrano infezioni o rigetti nell’uso delle veneers, ma è importante comunque garantire la migliore igiene orale. Sulle faccette non si forma la carie, ma ciò non toglie che possano macchiarsi, mentre la loro durata dipende anche dalla manutenzione che ne fa il paziente.

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