Che controlli effettuare sugli pneumatici prima di partire per un viaggio

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Pneumatici e viaggi: l’importanza di viaggiare sicuri

Non importa se si sta per affrontare un viaggio lungo o un viaggio breve: gli pneumatici vanno obbligatoriamente controllati prima di partire per garantire la propria e l’altrui sicurezza. Il codice della strada del nostro ordinamento impone, infatti, a tutti gli automobilisti di viaggiare in condizioni di sicurezza ottimali, pena pesanti e gravose ammende. Basta molto poco per garantirsi un viaggio regolare e sereno senza troppi pensieri, soprattutto quando si tratta degli pneumatici. Le gomme, infatti, sono il mezzo attraverso il quale la vettura esercita la sua potenza, sono l’unico punto di contatto tra l’automobilie (o la moto) e la superficie stradale. Una condizione non ottimale degli pneumatici influisce sulla capacità di controllo dello stesso veicolo: trascurarli significa mettere in pericolo la propria vita, quella degli altri occupanti del mezzo e quella degli altri automobilisti.

Se gli pneumatici presentano un’usura elevata, se sono sgonfi o mal calibrati, la vettura può essere dotata dei più moderni sistemi di gestione elettronica e di controllo ma questi servirebbero a poco, perché tutto il loro lavoro non sarebbe efficace nel momento in cui l’elemento di trasmissione al suolo risulta essere inadeguato. Tenuta di strada, stabilità e maneggevolezza del mezzo sono direttamente collegati allo stato degli pneumatici, per non parlare dello spazio e della qualità della frenata, che dipende in larghissima misura proprio dalle gomme. Appare, dunque, evidente che il controllo degli pneumatici prima di affrontare un viaggio non solo sia indispensabile ma sia addirittura obbligatorio. Ancora più importante risulta essere il controllo degli pneumatici quando si affrontano i lunghi viaggi in inverno o in estate, a causa delle criticità meteorologiche che si sommano a quelle già in essere.

Considerando la fattispecie di dover affrontare un viaggio in auto, ovviamente la vettura in questi casi viaggia con un carico maggiorato, che non è dato solo dai passeggeri ma anche dai loro bagagli: questo è il primo elemento da considerare, perché ovviamente una vettura più pesante richiede un lavoro maggiore agli pneumatici. Il secondo elemento da considerare sono le condizioni climatiche, estreme in entrambi i periodi.

Viaggi estivi: i fattori di rischio per gli pneumatici

I viaggi estivi verso le località balneari sono quelli più comuni nel nostro Paese. In Italia quasi tutti si concedono almeno un breve periodo di pausa dal lavoro, principalmente al mare ma anche in montagna, e affrontano spesso lunghi viaggi per raggiungere la meta della loro vacanza. Effettuare lunghi viaggi in estate con gli pneumatici non in perfetto stato è molto rischioso per tanti motivi, il primo sono le elevate temperature. Non bisogna considerare la temperatura atmosferica ma quella al suolo, che sulle superfici asfaltate nei giorni di massimo caldo può raggiungere anche gli 80 gradi, livelli record che sottopongono gli pneumatici a un elevatissimo stress termico.

Gli pneumatici sono realizzati con una mescola particolare di gomma e il rischio che le temperature elevate causino uno scioglimento del materiale è molto alto, soprattutto quando gli pneumatici sono usurati. A questo bisogna aggiungere la possibilità che le condizioni atmosferiche possano cambiare repentinamente: quante volte capita che durante un viaggio ci si imbatta in un temporale improvviso?

Le temperature a terra crollano e gli pneumatici devono adeguarsi al nuovo stato, soprattutto al suolo reso viscido dalle prime gocce, quelle più pericolose per il fenomeno dell’aquaplaning.

Come ridurre questi rischi? Controllando le gomme prima della partenza.

Bisogna innanzitutto controllare quali pneumatici si stanno utilizzando: affrontare un lungo viaggio estivo con gli pneumatici invernali, oltre a essere deleterio è soprattutto dannoso, perché questi sono progettati per viaggiare a basse temperature e quando il caldo si fa eccessivo sono maggiormente soggetti a scioglimento.

Presupponendo che si stiano utilizzando gli pneumatici giusti, è fondamentale verificare lo spessore del battistrada: negli pneumatici invernali non si dovrebbe mai scendere sotto i 3mm per avere la certezza che le gomme svolgano adeguatamente la loro funzione, soprattutto in merito alle ruote motrici.

Tuttavia, fino a 2mm la loro condizione può essere accettata ma non se si deve affrontare un viaggio lungo.

È vero che secondo il codice della strada si può viaggiare senza incorrere in sanzioni fino a che lo spessore del battistrada non scende sotto la soglia di 1.6mm, ma perché mettere in pericolo la sicurezza quando basta sostituire gli pneumatici per incrementare notevolmente le garanzie?

Un battistrada eccessivamente consumato non può garantire l’aderenza al suolo, perché le sue scanalature non hanno adeguata profondità, soprattutto se si percorrono tratti di strada bagnati che richiedono un adeguato drenaggio dello pneumatico per non slittare sull’asfalto.

Viaggi invernali, i fattori di rischio per i pneumatici

Se per i viaggi estivi il fattore di maggiore rischio sono le alte temperature, al contrario in inverno sono le basse temperature. La settimana bianca in montagna è un grande classico della nostra cultura ma prevede spesso lunghi viaggi in auto per raggiungere la destinazione finale, da affrontare il più delle volte su strade provinciali e statali che si inerpicano sui tornanti, dove la neve e il ghiaccio sono piuttosto frequenti.

L’utilizzo degli pneumatici invernali o, meglio da neve, sul sistema ruote è imprescindibile per affrontare questi percorsi: nonostante il codice della strada si limiti a imporre l’uso degli pneumatici invernali, ossia quelli contrassegnati dalla sigla M+S (Mud+Snow, che tradotto significa Fango-Neve) per affrontare un viaggio invernale sarebbe più opportuno utilizzare quelli contrassegnati anche dal fiocco di neve, più adeguati per viaggiare su determinati percorsi.

In ogni caso, anche se non è un consiglio inerente ai controlli da effettuare sugli pneumatici prima di partire, anche se si ha la certezza che il proprio sistema ruote sia in perfetto stato di funzionamento, si raccomanda di avere comunque a bordo almeno una coppia di catene da neve.

Detto questo, anche in caso di viaggi invernali va controllata accuratamente l’altezza del battistrada. Se la soglia psicologica minima per gli pneumatici estivi è di 2/3 mm, per quelli invernali dev’essere di almeno 4mm considerando il maggiore rischio di incontrare fondi stradali resi viscidi dalla pioggia o, peggio, dal ghiaccio.

È fondamentale controllare accuratamente la profondità delle scanalature e che le gomme siano consumate (eventualmente) in maniera simmetrica, per avere il controllo massimo in condizioni di neve.

I tasselli degli pneumatici invernali sono molto più profondi rispetto a quelli degli pneumatici estivi, perché sono il più importante sistema di sicurezza contro la neve. È la neve stessa che, compattandosi e inserendosi all’interno delle scanalature, incrementa il grip delle gomme, migliorandone l’aderenza.

I controlli all-season sugli pneumatici prima di partire

Partendo dal presupposto che le gomme di un’auto andrebbero controllate almeno ogni 2 settimane per avere la garanzia che sia sempre tutto in perfetto stato, solo 1 italiano su 400 (secondo uno studio Michelin) rispetta questo consiglio. Se, però, non ci si attiene a questa regola di sicurezza per l’utilizzo quotidiano della vettura, almeno lo si faccia prima di un viaggio, effettuando un controllo sulla pressione prima di partire.

Non esiste un livello standardizzato di pressione per tutte le gomme, perché questa dipende in larga parte dalla tipologia di veicolo. Per essere certi che le proprie gomme siano alla pressione giusta bisogna controllare il libretto del costruttore del mezzo, dove sono indicati i valori minimi e massimi ideali che bisognerebbe sempre tenere sotto controllo.

Ma perché è importante che gli pneumatici siano gonfiati alla giusta pressione? Tutto ruota intorno al controllo del mezzo: gli pneumatici con un livello di atmosfere eccessivamente inferiore a quello consigliato dal costruttore del veicolo viaggiano a temperature molto più elevate perché aumenta la superficie di contatto e di sfregamento. In queste condizioni si ha un elevatissimo rischio di scoppio degli pneumatici perché la struttura del materiale si indebolisce, ma anche un aumento delle emissioni dannose, con conseguente maggiore inquinamento.

Dal punto di vista del controllo, inoltre, si ha una riduzione della capacità di gestione da parte dell’automobilista, giacché lo sterzo si fa ovviamente più duro con maggiore difficoltà di movimento. Allo stesso modo non si dovrebbe mai viaggiare con gli pneumatici della vettura eccessivamente gonfi, soprattutto quando la vettura è particolarmente carica.

A livello fisico, diminuisce la superficie di contatto tra la gomma e il manto stradale, quindi si ha una riduzione dell’aderenza, ma si ha anche un maggiore rischio di scoppio quando si viaggia su strade dissestate (bastano anche delle semplici buche), su cui peraltro si ha una maggiore percezione dei dislivelli, perché una pressione elevata riduce drasticamente la capacità di ammortizzamento del veicolo.

Va quindi da sé che è importantissimo viaggiare con gli pneumatici al giusto livello di pressione ma il controllo dev’essere effettuato a freddo. Infatti, se si effettua la misurazione dopo aver già percorso un bel pezzo di strada si ha una rilevazione falsata dalle alte temperature, che eccitano le molecole e fanno in modo che si espandano, aumentando la pressione interna dello pneumatico.

Prima di partire per un lungo viaggio, inoltre, verifica accuratamente l’equilibratura delle gomme per incrementare quanto più possibile il perfetto controllo del mezzo.

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